Genoa-Sassuolo 0-1

Serie A 2016/2017 – 23° giornata – 5/2/2017

Genoa (3-4-2-1): Lamanna; Izzo, Burdisso, Gentiletti; Edenilson (38′ st Pinilla), Cataldi, Hiljemark (27′ st Ntcham), Laxalt; Pandev (23′ st Taarabt), Palladino, Simeone. A disp.: Rubinho, Orban, Munoz, Lazovic, Cofie, Morosini, Rigoni, Veloso, Ninkovic. All.: Juric

Sassuolo (4-3-3): Consigli; Gazzola, Letschert, Acerbi, Peluso; Pellegrini (40′ st Mazzitelli), Aquilani, Duncan; Berardi (27′ st Politano), Matri (32′ st Ricci), Ragusa. A disp.: Pegolo, Costa, Dell’Orco, Antei, Cannavaro, Sensi, Adjapong, Defrel, Iemmello. All.: Di Francesco

Arbitro: Russo

Marcatori: 26′ Pellegrini (S)

Ammoniti: Cataldi, Izzo (G), Aquilani (S)

I tre aspetti di un gradito ritorno

Dal sito Canalegenoa.it

Fatemi esordire con un bel bentornato!

Alle volte nel calcio come nella vita, le cose belle s’interrompono per prendere strade differenti, ma poi è possibile che s’incrocino di nuovo, perchè si torna sempre dove si è stati bene.

Gasperini torna sulla panchina del Genoa

A parte il romanticismo di un graditissimo e tanto atteso ritorno, andiamo a vedere come Gasperini potrà e dovrà influenzare tre aspetti fondamentali nel gioco del calcio: modo di fare calcio, entusiasmo generale e testa dei giocatori.

Modo di fare calcio: C’è chi lo paragonava ai primissimi club d’Europa, chi diceva che era il più bello d’Italia, chi lo amava appassionatamente: certo è che il modo di fare calcio del Gasp non è passato inosservato ed ha lasciato un ricordo bellissimo nella testa dei genoani e non solo. La sua idea di attaccare con più uomini possibili, di pressare alto, di cercare sempre di far viaggiare la palla a terra è qualcosa di nobile, un’idea che negli ultimi tre anni è passata lontana dal Grifone, un modo di giocare il football che viene coltivato nel lavoro sul campo, negli allenamenti intensi, dove il mister è partecipe, dove cerca d’insegnare.
Con il ritrovato 3-4-3 il Genoa avrà una nuova filosofia rispetto a quella di Liverani, forse opposta, visto che il giovane tecnico teneva molti giocatori dietro la linea del pallone mentre il nuovo mister cercherà di offendere, come detto, con più uomini possibili.
La difesa dovrà essere composta da giocatori veloci, rapidi nella fase di transizione negativa, cioè dal passaggio di possesso a quello di non possesso: una linea arretrata composta da tre uomini, uno centrale che agirà da regista arretrato e due centrali esterni che dovranno accompagnare la fase offensiva. Quando la palla è degli avversari, invece i difensori dovranno stare alti, cercando di non farsi attaccare alle spalle.
Sicuramente Gamberini e Manfredini potranno aver spazio, il primo nel ruolo di centrale visto che possiede gamba ed una buona tecnica, il secondo a sinistra, mentre nel ruolo di centro-destra potrebbe trovar spazio De Maio (ma anche Vrsaljko che ha tutte le caratteristiche per poter interpretare quella posizione, perchè è bravo nella fase difensiva ma sa spingere come serve).
In questo trio non ho inserito Portanova che come caratteristiche non corrisponde alle idee del mister, in quanto più lento e “meno bravo” con i piedi, ma tutto può comunque cambiare e smentire quanto detto visto che il capitano è fondamentale all’interno dello spogliatoio.
Il centrocampo è una componente che servirà a bilanciare entrambe le due fasi, perchè tutti e quattro dovranno essere partecipi in entrambe le fasi. Gli esterni (Antonini, Vrsaljko, Marchese e Antonelli), danno ampie garanzie,  hanno gamba, dovranno raddoppiare in fase di non possesso, andando ad aiutare la difesa e dovranno cercare la sovrapposizione ed il cross quando si offende: questi movimenti verranno automatici, garantendo a chi imposta il gioco la soluzione di allargare il gioco sull’esterno.
In mezzo c’è bisogno di una coppia complementare, simile ma soprattutto complementare, Lodi e Kucka sembrano quelli che garantiscono maggior fiducia, però senza perder d’occhio Matuzalem, in una possibile coppia con Lodi, che creerebbe il doppio play maker, situazione che il Gasp ha utilizzato in passato con Milanetto e Thiago Motta: uno dei due mediani dovrà coprire bene la difesa ed impostare il gioco, mentre l’altro oltre a far legna dovrà inserirsi bene senza palla.
Il tridente davanti sarà la parte più entusiasmante degli undici: imprevedibilità, attacco della profondità, cambi di gioco tutto questo darà spettacolarità al gioco, con Gilardino centravanti che dovrà tramutare in rete tutte le azioni. Prevedo un utilizzo con maggior continuità di Fetfatzidis e Centurion visto che i due sembrano poter meglio garantire  le qualità scritte prima: oltre all’aspetto tecnico per loro influirà molto l’aspetto emotivo essendo i due neoacquisti in palla, con voglia di sfondare. Questo non toglie che anche gli altri possano essere molto utili, soprattutto Santana, Stoian e Konatè.
Non mi stupirei se arrivasse comunque qualche sorpresa, qualche cambiamento di ruolo, il Gasp ci ha abituato anche a questo.

Testa dei giocatori: “Gasperson” avrà un compito altrettanto importante, quello di incutere fiducia nella testa dei giocatori, fargli fare un cambiamento importante soprattutto nell’aspetto tattico (dall’essere una squadra rinunciataria ad una propositiva), dare convinzione e voglia di combattere, caratteristiche che dopo il derby sembrano essere svanite.
Il lavoro sulla testa, oltre che a livello di squadra va fatto anche a livello individuale: bisogna infatti trasmettere ad ogni giocatore la spinta necessaria per far arrivare il “coraggio” necessario anche solo a provare una semplice giocata.
Bisogna creare un gruppo forte, che cerchi in ogni partita di scendere in campo con la giusta determinazione e con la voglia di giocarsi ogni gara.
Il calcio è fatto da diverse componenti, una di questa è la testa, perchè molte volte le gambe senza la testa non girano, le idee scarseggiano e la paura invade la mente dei giocatori.

Entusiasmo generale: Il suo ritorno ha garantito una nuova linfa, si percepiva già dall’aria che oggi girava al “Signorini”: sorrisi, parole d’affetto e grida di gioia verso il mister. Il tifo rossoblu non ha mai perso l’entusiasmo, ha sempre sostenuto la squadra in ogni gara, mostrandosi come sempre la parte migliore di questo calcio. Ora di certo con il gioco di Gasperini la verve risalirà in alcune persone che, in questi tre anni, hanno perso entusiasmo, sono poche ma magari questo ritorno riporterà voglia e contentezza anche in loro.
L’entusiasmo generale è fondamentale in ogni ambiente, perchè lavorare con un contorno sereno e  felice, aiuta tutti e favorisce giocatori e allenatore.

Un ritorno che in molti speravano e che ora è realtà, serve tempo e fiducia per cercare di aprire un nuovo ciclo.

Abbiate fede nel Grifone!

Genoa-Napoli 0-2

Serie A 2013/2014 – 6° giornata – 28/9/2013

Link alternativo

Genoa (3-5-2): Perin; Gamberini (37′ Stoian), Portanova, De Maio; Vrsaljko, Biondini, Lodi, Matuzalem (60′ Fetfatzidis), Antonini (46′ Santana); Calaiò, Gilardino. A disposizione: Bizzarri, Donnarumma, Sampirisi, Kucka, Cofie, Konatè, Centurion. All. Liverani

Napoli (4-2-3-1): Reina; Zuniga, Albiol (46′ Cannavaro), Britos, Armero; Inler, Behrami; Callejon, Insigne; Pandev (81′ Dzemaili); Zapata (58′ Higuain),. A disposizione: Rafael, Colombo, Cannavaro, Mesto, Fernandez, Radosevic, Mertens, Hamsik. All. Benitez

Arbitro: Damato

Marcatori: 14′ Pandev, 25′ Pandev

Ammoniti: Mesto, Higuain (N), Matuzalem (G)

Genoa-Milan 2-0

Serie A 2008/2009 – 2° giornata – 14/9/2008

GENOA: Rubinho, Biava, Ferrari, Criscito, Mesto (7′ st Rossi), Milanetto, Juric (21′ st Vanden Borre), Modesto, Sculli, Milito, Gasbarroni (40′ st Palladino). A disposizione: Scarpi, Sokratis, Bocchetti, Olivera. All. Gasperini
MILAN: Abbiati, Zambrotta, Bonera, Maldini, Favalli, Flamini (24′ st Pato), Pirlo, Ambrosini, Kakà, Ronaldinho (1′ st Seedorf), Shevchenko (1′ st Borriello). A disposizione: Dida, Kaladze, Jankulovski, Emerson. All. Ancelotti
ARBITRO: Rocchi di Firenze

MARCATORI: 30′ pt Sculli, 46′ st Milito (rig)

AMMONITI: Juric, Sculli (G); Zambrotta, Favalli, Ambrosini, Kakà (M)

Genoa-Empoli 0-1

Coppa Italia 2006/2007 – Ritorno Ottavi di Finale – 6/12/2006

video non disponibile
GENOA: Rubinho, Pedro Lopez, Biasi, Stellini, Juric, Longo, Botta, Fabiano, Forestieri (Adailton 1′ s.t.), Tavares (Aurelio 22′ s.t.), Zeytulayev (Greco 17′ s.t.). All. Gasperini.
EMPOLI: Bassi, Baldanzeddu, Marzoratti, Lucchini, Tosto (Rincon 42′ s.t.), Eder (Iacoponi 12′ s.t.), Buzzegoli (Musacci 39′ s.t.), Ficini, Matteini, Gasparetto, Pozzi. All. Cagni.
ARBITRO: Giannoccaro.

MARCATORE: Pozzi (E) 18′ p.t.

dal sito Repubblica.it

GENOA-EMPOLI 0-1
L’Empoli centra i quarti di coppa Italia battendo il Genoa 1-0, ovvero con lo stesso risultato con cui si era imposto nella gara d’andata. Tutto facile per l’undici di Gigi Cagni, che dopo aver sofferto il buon avvio dei Grifoni ha trovato al 18′ il vantaggio grazie a un rigore di Pozzi ma soprattutto grazie all’ingenuo fallo di Rubinho. Da lì la gara si è fatta in discesa, il Genoa avrebbe comunque meritato il pari ma alla fine saranno i toscani a sfidare nei quarti l’Inter. Ampio spazio per le seconde linee in entrambe le squadre, dove però non mancano anche alcuni titolari. I rossoblu partono subito a mille e nel primo quarto d’ora è un assalto a Fort Apache, con Iuric, Botta e Tavares che in più di un’occasione fanno tremare la porta del giovane Bassi. Ma al 17′ il Genoa si complica la vita quando, con una folle uscita, il portiere Rubinho abbatte l’accorrente Pozzi. Giannoccaro indica ovviamente il dischetto e dagli undici metri lo stesso Pozzi non sbaglia, portando in vantaggio i toscani. I padroni di casa accusano il colpo ma l’Empoli non affonda e visto anche il risultato dell’andata prova ad abbassare i ritmi per controllare con più tranquillità il risultato. Un compito che un Genoa poco lucido e inesperto rende più facile, anche se al 31′ Longo butta all’aria il pareggio svirgolando un pallone d’oro dall’interno dell’area. Nella ripresa Gasperini decide di mettere in campo i big per tentare la rimonta: spazio ad Adailton e Greco, fuori Forestieri e Zeytulaev. I due danno sicuramente maggiore vivacità alle offensive dei Grifoni, tanto che al 13′ proprio Greco va vicinissimo al pari con un diagonale che finisce di un soffio sul fondo. Ma i toscani non danno mai l’impressione di subire e anzi, in contropiede, si rendono spesso pericolosi, come quando Pozzi non riesce a deviare in porta la splendida palla messa in mezzo dalla destra di Buzzegoli. Ma il Genoa non molla e al 18′ è ancora Greco ad avere la chance del pari ma sul cross di Adailton tira addosso a Bassi. Gasperini butta nella mischia anche Aurelio per Tavares ma l’inerzia della partita non cambia. Col trascorrere dei minuti l’azione dei rossoblu perde d’intensità e nel finale l’Empoli sfiora il raddoppio prima colpendo un palo colpito da Baldanzeddu, poi con un colpo di testa sottomisura di Pozzi che Rubinho respinge d’istinto, quindi ancora con Pozzi che colpisce la traversa.