Coppa Uefa 1992

dal sito storiedicalcio.altervista.org

Genoa 1991/1992Guidati dal “mago della Bovisa” Bagnoli, i grifoni vissero nella stagione 1991/92 lo splendido sogno della Coppa UEFA. Dopo aver espugnato Anfield Road, la tana del mitico Liverpool, il Genoa si fermerà solo davanti all’Ajax di Van Gaal.

In cento anni di storia otto mesi non sono nulla: una piccola ed insignificante parentesi. Nella vita di una società di calcio come il Genoa, poi, rischiano di finire nel dimenticatoio. Non é il caso, però, degli otto mesi “europei” che la società rossoblu ha vissuto tra il 1991 e il 1992. Strano ma vero. Per una società che ha trascorso periodi di straordinario splendore ma anche anni di incredibile anonimato, otto mesi rischiano di rimanere veramente indelebili.

No, il Genoa 1893 non l’ha vinta la Coppa Uefa edizione 1991-92. Ma é un pò come se lo avesse fatto. Già; i nove scudetti, la Coppa Italia e i primi assaggi di Europa negli anni venti e trenta sono un bottino tale da far arrossire una “semplice” semifinale europea, ma si dà il caso che dal dopo guerra in poi i successi del Genoa sono stati pari a zero. Ecco che allora, una semplice semifinale di Coppa Uefa può davvero considerarsi un successo soprattutto per come é stata raggiunta e per l’irripetibile entusiasmo che ha circondato l’ambiente rossoblu in quei lunghissimi otto mesi.
Dunque, per la stagione 1990/91 la società del presidente Spinelli sceglie in sostituzione di Scoglio il silenzioso Bagnoli. reduce da nove stagioni irripetibili a Verona. Gli inizi sono difficili ma dopo una fase di rodaggio l’undici rossoblu ingrana una serie di successi che lo portano sempre più in alto, lassù nella famosa “zona Uefa”. 26 maggio 1991: una data davvero storica. Branco e Skuhravy affondano la Madama che incredibilmente non entra in Europa mentre il Genoa centra il quarto posto e prepara i bagagli. E’ l’inizio del Genoa Tour in Europa.

Il sorteggio vuole che l’esordiente Genoa trovi sulla propria strada un’altra formazione esordiente, il Real Oviedo. La partita di andata in terra spagnola si rivela stregata per i grifoni che, subìto un gol di Bango nato da uno sfortunato rimpallo, non riescono a recuperare, anche a causa di un arbitraggio quanto meno opinabile.
Il Genoa rientra così a casa con uno 0-1 da recuperare. Il 3 ottobre a Marassi, di fronte a 40.000 spettatori, i rossoblu partono con il piede giusto. Azioni in velocità e subito un gol: Skuhravy incorna in tuffo su deliziosa imbeccata di Pato Aguilera. Il Grifone dimostra di poter portare a casa la qualificazione in modo abbastanza agevole se non fosse per uno svarione difensivo che consente il pareggio di Carlos. Ma ci pensa Bagnoli a incoraggiare il Genoa che scende in campo deciso nel secondo tempo e va due volte in rete con Caricola e poi con Skuhravy in zona-Cesarini.

Real Oviedo-Genoa tabellino VEDI —>

Genoa-Real Oviedo tabellinoVEDI —>

Il secondo turno mette Signorini e compagni di fronte alla temibile (sulla carta) Dinamo Bucarest. Ma la squadra del Ministero degli Interni rumeno si dimostra subito arrendevole e così il Genoa a Marassi, con la solita cornice di tifo, riesce a ipotecare la qualificazione con un 3-1 (doppio Aguilera e Branco) che, se ritenuto ottimo in fase di previsione, lascia l’amaro in bocca a Bagnoli e tifosi a causa della rete rumena scaturita da una circostanza sfortunata proprio allo scadere (autorete di Signorini).
A Bucarest i grifoni graffiano subito due volte ma sul 2-0 a proprio favore, il Genoa tira i remi in barca facendosi recuperare sul 2-2 per l’ira di Bagnoli e del presidente Spinelli.

Genoa-Dinamo Bucarest tabellino VEDI —>

Dinamo Bucarest-Genoa tabellino VEDI —>

Passato il turno c’è chi ora pensa in grande. Chi vuole il Real Madrid (Spinelli), chi il Liverpool: l’importante é trovare una squadra dalle grandi tradizioni. I rossoblu, invece, tornano ancora una volta in Romania e nuovamente a Bucarest, per scontrarsi questa volta contro lo Steaua. Nell’ambiente genoano, il sorteggio di questi ottavi non viene accolto certo con entusiasmo e, insieme al fattore ambientale poco esaltante, vi é da parte di Bagnoli la paura che inconsciamente i rossoblu possano sottovalutare gli avversari, sulla carta meno forti dei cugini che già erano stati superati dal Genoa.

Il campo regala comunque ai grifoni il successo, giunto grazie ad una rete di rapina di Tomas Skuhravy, difesa gagliardamente da tutta la squadra con particolari note di merito per l’indomabile guerriero Collovati e per Berti, esordiente tra i pali in Europa. L’1-0 dà al Genoa la tranquillità di poter controllare il risultato nel match di ritorno davanti al proprio pubblico. Ma ormai i rossoblu ci hanno preso gusto e così anche mercoledì 11 dicembre, Aguilera regala con un gol ai tifosi rossoblu un’altra vittoria storica.

Steaua Bucarest-Genoa tabellino VEDI —>

Genoa-Steaua Bucarest tabellino VEDI —>

Il Genoa ha raggiunto i quarti di finale. Un traguardo che già di per sé fa venire la pelle d’oca creando in città un fermento incredibile. La pallina gialla del Genoa viene infatti estratta dall’urna insieme a quella del mitico Liverpool. Il match della storia per due squadre “storiche”. Gli inglesi che hanno appena festeggiato il centenario vengono a fare visita alla squadra più antica del football italiano. Le radici inglesi del Genoa; la somiglianza delle due città che per anni basarono la loro potenza sul mare e che ora si ritrovano a dover fronteggiare una crisi galoppante, con un porto sempre più in crisi; e perfino le affinità musicali. Questi e altri ancora saranno i temi di cui per quasi tre mesi (dal 13 dicembre al 4 marzo) non si farà che parlare in attesa di quello che sarebbe dovuto essere ( e sarà) “the history match”.

Il d-day è mercoledì 4 marzo 1992. Il blasone dell’avversario potrebbe, da solo, spaventare Bagnoli e i suoi ragazzi che però si preparano con tranquillità all’evento, permettendosi anche di snobbare la gara di campionato con la Juventus (in campo scesero numerosi rincalzi). Alle 19.45 di mercoledì sera, l’atmosfera é di quelle indimenticabili. I tifosi rossoblu preparano una coreografia da brivido: raggi laser che partono dalla Nord si intrecciano e arrivano sullo schermo della Sud mentre gli altoparlanti dello stadio irradiano le note di “Così parlò Zaratustra”. Arrivano le ore 20.30 e mentre entrano in campo le due squadre, dal settore dei distinti si erge un enorme striscione che testimonia quale sia l’unica realtà della città: “We are Genoa”.

Ha inizio la partita. La tensione si taglia con il coltello; i 18 scudetti, le 4 F.A. Cup, le 4 Coppe di Lega, le 4 Coppe dei Campioni, le due Coppe Uefa e la Supercoppa, vinti nella propria storia dai reds, metterebbero in soggezione chiunque. Ma il Genoa si esalta e, seppur subisca a tratti il gioco dell’avversario, costruisce le uniche vere occasioni da gol della partita. A cinque minuti dal termine del primo tempo arriva il primo sussulto. Da un lancio lungo di Signorini, Skuhravy riesce a ricavare un assist per il gregario Fiorin. La mezza girata é impeccabile per potenza e precisione e fa centro.

Nel secondo tempo il Genoa continua ad attaccare sfiorando più volte il raddoppio (la traversa di Skuhravy). La gara scorre avvincente ma l’1-0 non basta per andare tranquilli all’Anfield Road. Al 43′ della ripresa Aguilera subisce un fallo nella metà campo avversaria. A separare il pallone dalla rete ci saranno circa 30 metri. Branco sceglie accuratamente la mattonella dove piazzare il pallone, lo colpisce alla sua maniera ed insacca nel “sette” alla destra dell’incolpevole Hooper: 2-0.
I ragazzi di Bagnoli partono alla volta dell’Inghilterra caricati al punto giusto. Del famoso Anfield Road si é sempre e solo sentito parlare. Il Grifone ha la possibilità di giocarvi e di espugnarlo.

Genoa-Liverpool tabellino VEDI —>

Passata la comprensibile euforia, il Genoa riprende a vincere anche in campionato e il destino vuole che prima della grande gara di ritorno all’Anfield Road si giochi il derby. I ragazzi di Bagnoli non si risparmiano; pareggiano per 2-2 con i cugini, dopo aver rischiato di vincere, e partono alla volta dell’Inghilterra caricati al punto giusto e in compagnia di ben 4.000 supporter rossoblu.

Palpitante e maschia, la partita scivola via sul piano di un’esemplare correttezza. Cori da pelle d’oca, mischie selvagge, ribaltoni spumeggianti. Il Genoa ci mette 27 minuti per sgonfiare il Liverpool. Una manovra ad ampio raggio, suggerita da Onorati e rifinita da Ruotolo che fornisce ad Aguilera un ghiotto spiraglio: il diagonale dell’uruguagio è di quelli che non perdonano. Il Liverpool si butta sotto con la bava alla bocca. Rush, di testa, sorprende Braglia in seguito ad un corner di Barnes e rida fiato alle trombe di Anfìeld. Verso la porta del Genoa piove di tutto ma Braglia sventa su Jones e Rush e Barnes.

Sembra sul punto di capitolare, la squadra di Bagnoli, e invece, al 72′, estrae dal cilindro un contropiede da manuale: da Skuhravy a Eranio che avanza palla al piede e smista ad Aguilera che infila dal cuore dell’area. Magnifico. Anche gli assatanati del Kop accusano il colpo. Braglia, nel frattempo, continua a distribuire magie: su Moelby, su Marsh, ancora su Moelby. La pressione del Liverpool si spegne a poco a poco. L’arbitro, impeccabile, asseconda lo spirito gladiatorio dei protagonisti. Nessuna ammonizione, alla fine: qua la mano. Il Genoa disegna gli ultimi ricami di una notte memorabile.

Liverpool-Genoa tabellino VEDI —>

I nomi delle altre tre protagoniste ora rimaste in gara sono davvero importanti, ma questo Genoa ormai non teme nessuno. Torino, Real Madrid e Ajax di Amsterdam. Molti, compreso Bagnoli che stranamente si sbilancia, sperano nell’accoppiamento con l’Ajax e verranno accontentati, ma a posteriori lo stesso mago della Bovisa se ne pentirà, scoprendo che i “lanceri” allenati da Van Gaal sono una delle migliori realtà europee, probabilmente superiori allo stesso Real Madrid.

Arrivano le 20.30 di mercoledì 1 aprile 1992: si gioca l’anadata in un Marassi strapieno. La nebbia dei fumogeni non si é ancora del tutto diradata quando l’Ajax é già in vantaggio grazie ad una incornata di Pettersson, complice una indecisione di Braglia, su preciso cross di Van’t Schip. Il Genoa reagisce; va all’attacco ma nell’azione più limpida per raggiungere il pareggio, colpisce il palo interno con Skuhravy. Ancora Ajax: Signorini salva prima una gran palla sulla linea di porta e poi alza inspiegabilmente il braccio destro ad invocare un inesistente fuorigioco mentre Roy appoggia comodamente in rete il pallone.

Genoa-Ajax tabellino VEDI —>

A questo punto Pato Aguilera dà finalmente il “La” alla riscossa genoana siglando una doppietta che pareggia le sorti dell’incontro. Al 35′ della ripresa Bagnoli getta Iorio sul tavolo verde. E’ proprio una scommessa, ma non riesce perché l’Ajax esce dall’assedio al momento giusto a ritagliarsi un nuovo definitivo vantaggio: da Bergkamp a Winter per il gol che cancella la grande rimonta. Il Grifone é virtualmente fuori dall’Europa, ma confortato da due risultati positivi in campionato parte alla volta di Amsterdam convinto che nulla sia impossibile nel calcio (pur senza Aguilera assente per squalifica).

Lo stadio Olimpico di Amsterdam é stracolmo ed i 5.000 supporters rossoblu sono posizionati nella “Onoverdekte Zitplaats”. Il disegno tattico della gara, Bagnoli lo conosce a memoria. Chiusi in difesa e sperare nel contropiede. Andare in vantaggio significherebbe mettere in grave crisi gli avversari. Il tutto avviene puntualmente con la rete di Iorio, ma al momento di controllare la gara e cercare, senza scoprirsi, di mettere a segno il secondo e decisivo gol, i rossoblu commettono una grave disattenzione: calciano frettolosamente una punizione a favore e lasciano involare Jonk tutto solo verso la porta. Il tiro é secco, Braglia ci arriva, ma il più veloce a raggiungere la palla é Bergkamp che pareggia ponendo fine alle speranze rossoblu di finale europea.

Ajax-Genoa tabellino VEDI —>

L’avventura europea del Grifone si chiude con i giocatori rossoblu sotto la curva dei propri tifosi a ringraziarli per lo straordinario affetto dimostrato. Dall’esordio di Oviedo sono passati otto lunghi ed indimenticabili mesi. Nella lunga storia di una grande società come Milan o Juventus, non significherebbero nulla, ma nei cento bizzarri anni del Grifone, questi otto mesi saranno ricordati a lungo come il Genoa Tour in Europa.

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