Genoa, l’ira di Ballardini

Dal sito ilsecoloxix.it

Roma – «Dicevo ai miei giocatori: “Buttala fuori, buttala fuori. Non mi sono accorto di aver oltrepassato la linea del campo. E Gervasoni cosa mi ha detto? Fuori. Regolare… Siamo in Italia…». Davide Ballardini prova a cavarsela con una battuta parlando della sua espulsione, dopo la sconfitta di Roma. British nell’umorismo, anche se la media inglese è rotta, non senza episodi contestati. L’ironia è usata soprattutto per quel che riguarda il suo allontanamento, entrando in campo per chiedere l’interruzione del gioco con Osvaldo infortunato. «Cosa faccio la prossima volta che vedo un giocatore a terra? Sto fermo…». Ma poi le spiegazioni si fanno più piccate. «Il rigore per la Roma? Lasciamo stare. L’espulsione di Kucka dopo lo scontro con Totti? Oltre ai campioni vanno rispettati gli altri giocatori. Kucka non ha fatto niente. Siamo soddisfatti della prestazione ma molto molto molto arrabbiati». Tre volte, molto, anche se detto dall’allenatore col sorriso. Così come è netto il ds Foschi, invece cupo passando in mixed zone: «Ci hanno massacrato, sia per stasera sia per venerdì». Arriverà il Milan al Ferraris.

417756_10151511515105631_920039542_nIl fair play, in Italia, non è norma. «E non è norma il buon senso», dice Ballardini. C’era stato aplomb totale dell’allenatore dopo il rigore non concesso a Palermo per fallo evidente di Garcia su Rossi. C’è anche nella capitale, nei modi, ma con appunti di significato più duro: «Prima regola, in qualsiasi mestiere, è il buon senso. È evidente che da noi il buon senso è spesso eccezione, non la regola. Questo non va bene, è un limite grosso. Espulsione di Kucka decisiva? Sì. Le immagini non hanno aiutato a capire cosa è successo con Totti? Già da questo s’intende… Fatemi dire: noi abbiamo arbitri bravissimi, dovremmo esportarli anche all’estero. Ma in Italia spesso hanno condizionamenti e mancano di buon senso. Il miglior arbitro è quello invisibile, che non si sente. Il rigore dell’1-0? Non fatemelo vedere… Generoso? Ecco, chiudiamola qui». Per buon senso.

Genoa da trasferta ko, ma più bello di quello di Palermo. «Abbiamo preso a pallonate la Roma? Sono pienamente d’accordo a metà…». Ballardini trova ancora modo di sorridere, pensando alla prestazione offerta dai suoi. A fine gara, tra conclusioni in porta, fuori e respinte, Grifone a 19 (7 nello specchio) e Roma a 10 (di cui 3 nello specchio e 3 gol). Corner 14 a 5 per i rossoblù, ma da corner hanno segnato solo i giallorossi. Pari il possesso palla, spaccato a 50% e 50%. Maggior vantaggio territoriale del Genoa, in ripartenza la rete del 3-1 di Perrotta. Ballardini: «A volte capita di giocare meno bene e fare punti, oppure fare bene come stavolta e perdere. Siamo soddisfatti ma arrabbiati, perché una prestazione così meritava punti. Il Genoa ha fatto una bellissima partita. A fine gara per la prima volta ho fatto i complimenti ai miei giocatori». A lui il complimento lo ha fatto Franco Baresi, definendolo il miglior allenatore che ha mai avuto. «Franco si riferiva agli allenatori dagli Allievi in giù…». Altra battuta, come sul suo rosso. Ma la direzione di Gervasoni non è piaciuta in vari episodi chiave e stavolta Ballardini, tecnico romagnolo all’inglese (come il suo umorismo) o alla svedese (come la moglie, Nord Europa che apprezza per sobrietà e civiltà), s’è fatto sentire a proposito del buon senso che manca nel calcio italiano.

I giocatori sono sulla stessa linea. Eros Pisano: «Ci sono stati errori dell’arbitro, a cominciare dal rigore che era molto dubbio. A differenza del nostro che era netto.Gervasoni Una decisione che ha cambiato l’inerzia della partita». E Andrea Bertolacci: «Sono molto dispiaciuto di quel che è successo, gli arbitri fanno parte de gioco e dobbiamo superare anche questa cosa». Ritorno a Ballardini: «Squadre e tecnici devono essere d’aiuto agli arbitri, certamente. Ma l’arbitro migliore è quello che non si nota. Con Kucka, undici contro undici, vedevo il Genoa che cercava di mettere in difficoltà la Roma. L’espulsione ha condizionato il tentativo di rimonta». E le espulsionidell’Olimpico avranno strascichi anche sulla prossima gara, venerdì contro il Milan. Qui all’inglese, con Bruce Chatwin, c’è l’anatomia dell’irrequietezza: «Ora Milan e Fiorentina. Tranquillo non lo sono mai, inquieto sempre. Non dobbiamo certamente essere tranquilli, ma essere consapevoli che abbiamo grandi capacità e siamo convinti di fare bene». Mancherà Kucka, che lasciando il campo era – per dirla alla Ballardini – molto molto molto arrabbiato e ha preso a calci il plexiglass della scalinata di uscita dal terreno di gioco. Il tecnico era più che altro stupito quando è stato allontanato. «Ma in Italia è questa la norma…». S’aspetta di non esserci nemmeno lui con il Milan, in panchina? «Per quello che ho fatto, merito un paio di mesi di squalifica…». Buon senso. Dell’umorismo.

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