Mino Francioso torna al Ferraris

dal sito Pianetagenoa1893.net

Cosimo Francioso con la maglia del GenoaIl mitico bomber Mino Francioso torna a Genova nel prossimo fine settimana. L’ex rossoblù, 132 presenze e 65 reti dal 1998 al 2002, rivivrà domenica prossima la magica atmosfera del Tempio in occasione dei festeggiamenti per i 120 anni di vita del Genoa, o meglio, ospite di “120 di Passione” il format che precederà la gara col Catania. Il sito ufficiale del Genoa ricorda una sua performance: «Come quella volta in cui infilò una punizione magica, lemme, lemme. Traiettoria perfetta, all’angolino, il corpo tirato indietro. Punizione dal limite, una cartolina per sempre». Era il 5 novembre 2001 e il bomber rossoblù segnava un gol passato alla storia. Vi proponiamo nei due link sottostanti il video su quella marcatura e il racconto di Franco Venturelli nel volume “Una Leggenda in 100 Partite: Storia di Genoa e di Genoani” della Nuova Editrice Genovese.

Nel 2001 il Genoa supera la Sampdoria per 1 rete a 0. Era il Genoa dei tunisini voluto da Scoglio, che andava avanti ad alti e bassi, non riuscendo ad inserirsi in zona promozione. Si profilava così un altro anno di transizione in serie B, il settimo. La tifoseria non ne poteva più, ma la situazione societaria sembrava bloccata: si apettava un nuovo presidente che non arrivava, nonostante in città circolassero voci disparate. Alle Assemblee degli Azionisti Canal, in rappresentanza di Dalla Costa, non forniva mai argomentazioni convincenti, esasperando l’ala più combattiva dela tifoseria che lo contestava senza mezzi termini. Alla ‘Rametta’ di De Ferrari tutti i giorni veniva fuori un nome nuovo che si diceva essere interessato a comprare il Genoa, ma non arrivavano mai conferme in quanto si trattava di imprenditori che regolarmente smentivano. Tutto sembrava conguirare contro, ma i tifosi non su rassegnavano e dopo che anche Scerni era stato costretto a lasciare la presidenza, Dalla Costa ricevette una torta in faccia e non fece più ritorno a Genova. I tifosi sostenevano di meritare di più: la Società era agonizzante, ma la tifoseria era ancora vivace. Per il derby di quell’anno, i ragazzi della Nord esibirono una splendida scenografia con un grande mare rossoblu sotto un cielo stellato, la Lanterna da un lato e una caravella che si richiamava alle tradizioni della città marinara. S’inizia con un pressing asfissiante da parte di entrambe le squadre, tanta grinta e aggressività. Poi, verso il 20′, il Genoa attacca sotto la Sud, prende il sopravvento e arrivano le palle gol di Carparell e di Stoppa; il primo entra in area dalla sinistra e in corsa spara sopra la traversa, il secondo si vede invece il tiro respinto da Mondini pronto a chiudergli l’angolo. Il Genoa, ben messo in campo da Scoglio, controlla le offensive doriane e attacca pericolosamente. Alla mezz’ora é Mhadhbi a rendersi pericoloso: nei pressi della bandierina del corner salta due avversari, entra in area e spara rasoterra in diagonale, ma Mondini è ancora sulla parata. Sussulto del Doria qualche minuto dopo, scambio Flachi-Vasari che va sul fondo e crossa sul secondo palo, dove non c’è nessun compagno a raccogliere. Partita sempre più nervosa e arriva il settimo cartellino giallo del primo tempo per un fallo su Sakic. Verso la fine del tempo la traversa e Conte salvano la Doria su un colpo di testa di Francioso, uno dei più attivi. Nella ripresa il Genoa riparte deciso all’attacco, sotto una Nord ululante. Prima Mondini si salva in corner su colpo di testa di Carparelli, poi c’è una punizione a favore della squadra rossoblu per atterramento di Francioso ai limiti dell’area, nella zona della lunetta. E’ il momento decisivo della partita, Francioso si propone di calciare la punizione: la posizione è ideale per tentare la rete, e lui è un giocatore esperto che conosce tutti i trucchi del mestiere e non si fa certo prendere dall’emozione. Guarda gli avversari con calma, poi calcia un pallone a effetto che sorvola la barriera e s’insacca, al 71′, all’incrocio dei pali lato tribune. Una pennellata, un piccolo capolavoro da artigiano del pallone. La Samp reagisce con la forza della disperazione e El Ouaer ha finalmente modo di mettersi in mostra con un volo per parare un colpo di testa. Ed ecco che improvvisamente un tifoso genoano entra in campo, corre come un invasato verso Francioso e lo abbraccia. In quell’abbraccio c’è tutto lo stato d’animo di una tifoseria che non ne può più di una vita grigia nell’anonimato della B e che ha invece voglia di allegria, di esultare, di scatenarsi, di fare pazzie proprio come quella appena fatta dal tifoso entrato in campo approfittando di un gol nel derby. Il Genoa riuscirà a portare sotto la doccia questo prezioso 1 a 0 e Francioso potrà godersi la soddisfazione di aver dato una grande gioia ai tifosi.

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